CHI INCONTRIAMO NEI SOCIAL NETWORK? COME SMASCHERARE LE FALSE IDENTITA'

18.02.2016 12:08

Cosa spinge le persone ad amare particolarmente i social network? perché li prediligono ad un rapporto verbale?dove sono finite le belle lettere scritte a mano, imbevute di profumo dei nostri nonni? Innegabile il fatto che internet abbia presentato una facile opportunità per incontrare altre persone, ma questo non può essere l’unico stimolo che ci fa apprezzare così tanto i social media? Prima di tutto bisogna dire che online si evita l’imbarazzo che può crearsi nelle interazioni che capitano nella realtà. Quello schermo del computer o semplicemente il display del cellulare ci fanno sentire più sicuri, ma è certo che questo metodo di interazione virtuale crei nuovi problemi, perché se internet da una parte ha semplificato di molto le comunicazioni, ha sviluppato l’inventiva, ha apportato grandi cambiamenti e utilizzato civilmente può essere un congegno sorprendente, dall’altra ci ha anche distratti dal vivere la vita nel posto in cui ci troviamo, alienandoci ad un mero stato di fantasia.

Impossibile nascondere le proprie emozioni quando ci si trova uno di fronte all’altro, come il dover affrontare le conseguenze delle reazioni dettate dalle nostre parole, dai silenzi che una conversazione reale può contenere come al contrario accade online, dove cerchi di interpretare una faccina. In effetti con i social network e la tecnologia si interagisce eludendo queste problematicità. Forse non ce ne rendiamo neppure conto ma questa forma di comunicazione è mancante dell’intero pacchetto di sensazioni che rendono emozionanti le interazioni fra le persone. Ci fa sentire sicuri, ma al caro prezzo di non godere di un rapporto autentico.

Altro fattore rilevante che i social network ci hanno fornito, è l’opportunità di simulare, far credere, dare a vedere. In chat è più semplice presentarsi come un soggetto a posto o stimolante. Dire bugie o enfatizzare la propria persona quando questa non sei costretto a guardarla in faccia non necessita grande sforzo. Online possiamo far credere che la nostra vita sia piacevole e completa, soprattutto se siamo insoddisfatti e infelici. I social network sono un mezzo fantastico per fuggire quella realtà che ci opprime e il bello è che lo possiamo fare ogni qual volta lo desideriamo e per il tempo che riteniamo più opportuno.

Molti non si sentono gratificati da questa vita, vorrebbero cambiarla, vorrebbero fosse diversa, vorrebbero magari fare un altro lavoro, mettersi a dieta, ma inevitabilmente rimandano queste loro ambizioni a data da destinarsi, come se davanti avessero un tempo infinito, o semplicemente perché non riescono a trovare la forza, la spinta motivazionale per essere quello che vorrebbero, sentirsi realizzati. Succede purtroppo e anche molto spesso, ma ciò non autorizza tali soggetti a mettersi su facebook e scrivere, fingere di essere quello che non sono. E’ solo un ulteriore inganno a se stessi. Postare notizie false non le fa diventare reali, e quelli che sono gli amici virtuali attribuiranno dei meriti o un’ammirazione che non gli appartiene.

Internet permette di rendere reale qualcosa che non è, e questo senza dover affaticarsi per esserne degno, ma quello che facciamo o fate in tal modo, quel nascondersi dietro a “piccole bugie” allontana soltanto la possibile realizzazione di obiettivo da raggiungere. Finché dura, come si dice, fa verdura, ma prima o poi bisogna pur fare i conti con la realtà e quello che ne rimane è il nulla e un’infelicità e insoddisfazione sempre più potente, quindi si va ad innescare un circolo vizioso pericoloso e disadattivo.

Per essere soddisfatti di se stessi, della propria persona. non serve essere in forma, benestanti e rispecchiare canoni di bellezza stereotipati. Non vi è mai accaduto di incappare in soggetti che non rispecchiano l’ideale di bellezza in modo convenzionale o che magari hanno qualche rotolino di troppo? Si, anche a me, lo so che è accaduto a tutti. Bene, se queste persone nell’ambiente si sentono perfettamente bene con loro stessi, si sentono a loro agio, tutti tendiamo a provare attrazione per quel tipo di persona. Questo perché costoro sono sicuri e soddisfatti , non considerano le loro imperfezioni come tali, e sono consapevoli di essere delle persone, nel senso più ampio del termine, felici e realizzate. Non serve odiarsi per essere in un certo modo, è importante fare qualcosa per sentirsi meglio, se non ci va bene.

Perché le persone dunque si nascondono dietro ad un profilo falso? Molto spesso è a causa del proprio aspetto fisico. Di consueto, il soggetto che si occulta dietro la foto di una donna bellissima ha problemi di peso, o probabilmente non corrisponde agli ideali di bellezza che la società prospetta, così come per il ragazzo con la super tartaruga in pancia che si spaccia per un modello. Nella vita reale è altro.

Chi lo dice che la bellezza è quelle delle fotomodelle o dei corpi scolpiti? Nessuno, questo è solo un’idea molto infantile che le persone non riescono a superare. Non essere in sovrappeso o obesi è prima di tutto una questione di salute, non da quello che ci mostrano i mass media. La bellezza è dentro ognuno di noi – ma troppo spesso non ce ne rendiamo conto,così la maggior parte delle persone, distintamente dalla loro taglia e dal loro aspetto, paiono certe di essere non conformi a canoni stabiliti, poi chissà da chi.

I truffatori che abbiamo davanti possono limitarsi a dire bugie su alcuni tratti della propria persona, ma ce ne sono altri, estremamente creativi che danno vita a delle reti veramente difficili da smascherare, bugie legate ad altre bugie che si sommano, personaggi sopra personaggi inventanti che si intrecciano nella storia che stanno raccontando e che dall’altra parte il soggetto vittima dell’inganno non riesce a vedere. Ora la domanda nasce spontanea: perché ci sono storie di mera invenzione che perdurano così tanto tempo? Come mai non vengono smascherati subito? Cosa impedisce alla vittima di riconoscere il truffatore che ha dinnanzi? La vittima viene come stregata, perché il truffatore, chiamiamolo così, “è sempre lì”. L’essere lì però è qualcosa di estremamente astratto, perché riguarda un messaggio, del tipo: “Buongiorno, come stai?”» Il genere di comunicazione è molto elementare. E’ sufficiente un sms con il buongiorno o un’e-mail che dice: «Sto pensando a te», o chattare su quello che avete mangiato a cena, che il gioco è bello che fatto. Le vittime sono di frequente così scontente della propria esistenza, inappagate, stufe e sole che basta una conversazione basilare, per farle sentire meglio, per sentire che c’è qualcuno che le apprezza. Far sapere ad un altro che lo state pensando, magari con un banale sms: «Ciao, desidero che la tua giornata sia meravigliosa», farà si che quella persona si sentirà così felice da non comprendere di essere raggirata. Questo è il giochino che adattano tali personaggi ossia far credere alle persone di essere apprezzate, ammirate e non più sole. C’è così tanto bisogno di rassicurazioni che siamo disposti ad accettarle anche da chi sta schifosamente mentendo.

Accade a volte che la vittima sia consapevole che le foto del truffatore non siano sue, non sia lui/lei, ma il semplice fatto di avergli manifestato amicizia, importanza e interesse nel momento del bisogno, fa cadere ogni cosa e le fa continuare in questo diabolico percorso.

Importante sapere che chi si tramuta nei panni di Mr. X, o comunque chi truffa la propria persona, segue molto spesso delle linee che si ripetono, come il fatto che spariscono per alcuni giorni, in alcuni casi anche per settimane o mesi, senza dare notizie e ricomparendo solo dopo. Di colpo diventano irreperibili a qualunque mezzo, possono perfino arrivare a bloccarvi. Questo può accadere in quanto quasi certamente hanno un conflitto interiore dettato dal loro comportamento. I sensi di colpa li corrodono e cresce la paura di stabilire un rapporto troppo intimo, ma non è detta può anche essere una tattica per celarsi di mistero e continuare a tenere la vittima sotto scopa. Prestate estrema attenzione a questi comportamenti, perché sono un campanello di allarme abbastanza evidente. Non di rado accade inoltre che i nostri truffatori siano persone perseguitate dalla malasorte o che abbiano incidenti d’auto, costretti a fare corse al pronto soccorso per loro o familiari o amici, drammi familiari e a volte anche persone che muoiono.

Non a caso di consueto inventano di essere affetti da malattie croniche loro o un loro stretto familiare, ma badate bene, fategli domande sulla malattia, perché se è realmente malato e ha deciso di parlarne con uno sconosciuto, saprà fornirvi dettagli sia sulla malattia che sui medici, se invece è restio a parlarne iniziate a preoccuparvi.

Cosa fare se conoscete qualcuno che non conoscete realmente, nei social network? Primo passo è digitare il suo nome su google, può apparire banale ma non lo è, cercate accuratamente a parte i primi risultati che vi compaiono, è necessario che siate certi sia la persona che dice di essere. Lo stesso fate per le immagini che ha caricato, fatele girare su google immagine e vedete se corrispondono a lui o ad altri.

Se lo avete conosciuto su facebook, cominciate a spulciare la lista dei suoi amici, il numero è già un buon indicatore, quindi se sono troppi o troppo pochi, pensateci bene. Controllate se i suoi amici sono solo donne o solo uomini a seconda del sesso del truffatore e guardate la provenienza di questa gente. Se è di Perugia (e lo siete pure voi) e dice di aver sempre vissuto lì dovreste avere persone in comune o comunque parecchie delle sue amicizie dovrebbero essere della zona. Se ha amici sparsi in tutta Italia e solo voi a Perugia è da preoccuparsi.

Altro elemento sono le foto. Se la persona è sempre sola, o sta manifestando il suo narcisismo, o è fasulla. Se ci sono degli amici cercate i tag, se non sono taggati preoccupatevi. Lo stesso discorso vale per i commenti alle foto, di che genere sono? Alcuni inventano personaggi non soltanto con una vittima ma con più vittime, quindi fate attenzione a quello che scrivono, perché lo scherzino potrebbe ripetersi anche con altri, perciò sarebbe ancora più complicato smascherarlo, ma non impossibile.

Se tutto ciò risulta inapplicabile, fate un controllo sul posto di lavoro che vi ha dichiarato, senza cadere nello stalking, basta una sola volta. Chiamate, se vi dicono che lì non c’è nessuno con quel nome fate i vostri conti.

Ci tengo a dire infine che il truffatore non è detto sia un “matto”, però è di certo un soggetto con problematiche da risolvere con professionisti competenti; internet è un mezzo per evadere, per trovare una soluzione momentanea deleteria alle questione che li affliggono, ma solo allontanandosi da ciò e affrontando la vita reale potrà essere in grado di farlo.

 Un caro saluto

Silvia Rossi