IL CAMBIAMENTO

15.10.2015 11:05

OGNI CAMBIAMENTO NON E’ IL RISULTATO DELL'OSTINAZIONE, MA È UN ATTO DI PROFONDA ACCETTAZIONE ED AMORE VERSO SE STESSI

Il cambiamento è il passaggio da uno stato all’altro della persona. E’ un cammino, lungo e tortuoso, in cui non di rado ci sentiamo sofferenti, ma se il nostro obiettivo di cambiare è forte, allora non si perderà per strada, allora riusciremo in quello che ci siamo posti. Giungere alla consapevolezza che quella particolare condizione che stiamo vivendo ci opprime o non sentiamo nostra è solamente il primo passo verso il cambiamento. Cambiare è in se un atto volitivo che avvolge la persona completamente, ma che ci porta a dover rispondere a delle domande, come: Cosa spero di cambiare nel qui ed ora? - Che cosa vorrei fosse diverso, cosa voglio cambiare? Che conclusione voglio raggiungere? - Che cosa voglio fare di differente in questo tempo della mia esistenza? – Qual è il mio obiettivo?

 Partendo dalla PNL dobbiamo dire che l'obiettivo deve essere dichiarato in maniera positiva. Inutile affermare ciò che non si vuole raggiungere, ma è fondamentale sostenere che cosa si vuole conquistare.Per esempio, è controproducente dire: "Non voglio più essere in sovrappeso", mentre è appropriato dire: " Voglio raggiungere la mia forma ideale, per stare bene e sentirmi bene". Esprimere un obiettivo con la negazione conduce l’essere umano verso ciò che gli fa paura, che gli fa terrore e non nella direzione che desidera. Negare la paura porta alla paura. Ostacolare la rabbia porta alla rabbia. Allora "Non devo avere più paura", diventerà: "Da questo momento procederò con fermezza sebbene abbia paura".

Le nostre rappresentazioni interne non possono essere rappresentate negativamente; perché in tal modo rappresento lo stato corrente che voglio cambiare ma non lo scopo finale che voglio raggiungere. Oltremodo parlando in positivo andiamo a rafforzare l’obiettivo finale. Certo è che la determinazione viene soltanto se sappiamo dove vogliamo arrivare, se siamo confusi purtroppo la fermezza viene meno. Quindi prima di tutto è necessario decidere che cosa si vuole. Il cambiamento non è un atto di ostinazione, ma bensì il SI per qualcosa, che è molto differente.  

L'obiettivo deve essere distinto, rilevabile e accertabile tangibilmente. Un cambiamento per essere vero deve essere reale.

Quando ciò non si verifica, di solito vuol dire che il soggetto vuole indugiare nel suo narcisismo, preferisce proseguire a penare anziché rifiutare le sue credenze e l'idea di doversi svincolare dalle immagini colossali ed onnipotenti di se stesso. "Quando denuderò me stesso. ", "Quando troverò una persona che mi capirà ", "Quando terrò un lavoro certo ", "Quando il mio compagno mi amerà, allora sarò FELICE".

Chi affida la propria felicità a cambiamenti illusori, nella convinzione magica che ogni problema si risolverà cambiando pagina, oppure aspettando il cambiamento degli altri, sta di fatto alimentando la propria sofferenza (F. Nanetti, 1999). La felicità non risiede né nell'attesa di un mondo diverso, né in un unico aspetto della realtà su cui depositare la nostra grandiosità infantile, poiché essa è nel "luogo dove ci troviamo" (M. Buber, 1944), ossia sta nella nostra capacità di capire i fatti in modo differente. La felicità non arriva fin quando non siamo noi a cercare il modo per essere felici. Fai in modo che il tuo cambiamento sia dinamico, pensa come potrebbe essere tra una settimana, tra un mese, tra un anno.

Ad alcuni succede di idealizzare dei cambiamenti illusori, difficilmente realizzabili, (ad esempio: "Vorrei che tutti mi considerino una persona eccellente" o "Vorrei sapere qual è l’idea che le persone con le quali interagiscono si sono fatte di me", però sappiamo bene che è impossibile la realizzazione di quanto sopra esposto. Lo stesso discorso vale per quei cambiamenti che possono risultare vaghi ed incerti, quelli dettati dal desidererei" (ad esempio "desidererei essere più magra, il prossimo lunedì cercherò di iniziare la dieta " ), qui la decisione non è netta, la persona rimanda perché non ha la volontà giusta per affrontare la situazione nell’immediato, nel qui ed ora.

Un concetto importantissimo è che se il cambiamento viene fatto solo per accontentare qualcuno, quel cambiamento sarà un cambiamento fasullo e il soggetto sarà la persona di sempre.

Alcuni ambiscono al cambiamento solamente per appagare richieste di altri (un partner, un genitore, ecc.) o per bramare loro stessi il cambiamento di chi gli chiede di cambiare. Queste però in realtà non sono delle scelte autonome di cambiamento, ma delle richieste infantili di adattamento all’ambiente o un modo per sfuggire ai propri doveri.

Non dimentichiamo in questo che però è necessario rispettare anche l’ambiente che ci circonda in quanto, se da una parte siamo responsabili del risultato che vogliamo raggiungere, dall’altra lo siamo anche del risultato delle nostre azioni sulle persone e sull’ambiente che ci circonda.

"L'obiettivo non deve essere avverso né per se e né per gli altri", ma con questo non voglio dire che il cambiamento sia semplice o precluda una forma di sofferenza.

"Quando veramente cambierai, il tuo cambiamento sarà colto in ogni parte di te, in ciò che dici, in come ti muovi, nel tuo corpo, ma ricorda che se non dovesse essere così, se ciò dovesse risultare inattuabile, disporrai dei mezzi per amarti al di là da ogni fallimento".